La Danza del ventre - Le Rose d'Oriente

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La Danza del ventre



Ignari del reale significato, sia culturale che storico-religioso, i primi osservatori occidentali che visitarono l'Oriente attribuirono il termine di "Danza del Ventre" alle danze popolari in uso, che avevano come principale caratteristica i movimenti del bacino e soprattutto del ventre. Il nome arabo che identifica tale danza è "Raqs Sharqi" ovvero "Danza Orientale"


Le origine della Danza del Ventre si perdono in tempi molto antichi, tempi in cui si danzava per venerare la Dea Madre, nei riti di fecondità e nei riti di devozione alla Terra. Nel corso della sua storia questa danza subì diverse influenze culturali da popoli di vari luoghi, e si conservò soprattutto nel Medio Oriente, grazie alle donne arabe che tramandavano i suoi movimenti di generazione in generazione.
I primi contatti diretti con la cultura occidentale avvennero con lo sbarco di colonizzatori europei in Egitto, questi lungo le rive del Nilo rimasero stregati dalle danze di alcune zingare, le gawazee. L'apprezzamento nei confronti delle danzatrici del ventre si diffondeva tra i viaggiatori occidentali. In un primo momento alcuni non apprezzavano quel tipo di spettacolo, principalmente perché non gli era famigliare la musica e perché avevano in mente un ideale di bellezza femminile diversa da quella delle gawazee, ma in seguito ne rimanevano affascinati tanto da preferire la loro arte a quella dei migliori balletti europei. Viaggiatori più sensibili come intellettuali e artisti, furono sempre più benevoli nelle loro considerazioni su quelle strane danzatrici del ventre “la cui bellezza traspare in tutto ciò che fanno”, come scrisse il pittore francese Eugenie Delacroix.

Da danza sacra, forma propiziatoria e con lo scopo di garantire la continuità della specie umana e la fertilità della natura, la danza del ventre si evolse diventato danza popolare e folk, in seguito ballata nei cabaret, fino ad ottenere un grande successo negli anni ’40 e ’50 attraverso il cinema egiziano, periodo in cui venne rappresentata nelle più famose pellicole arabe.
Nonostante tutte queste contaminazioni, ancora oggi in Medio Oriente e in Africa settentrionale in contesti lontani dalle città, la danza delle donne svolge ancora un ruolo fondamentale nelle occasioni rituali, terapeutiche o di puro divertimento; mentre nelle città si possono ammirare esibizioni sempre più evolute e raffinate nella tecnica interpretativa.

La danza orientale non nasce per essere uno spettacolo che allieta gli uomini, bensì come una danza delle donne per le donne che si ricollega ad antichi culti religiosi legati alla Madre Terra che propiziavano e celebravano la fertilità nelle antiche società matriarcali.
La sua natura veniva associata dunque ad una femminilità-fertilità e non vissuta esclusivamente come sensualità.I suoi movimenti sono ricchi di simbologie antiche, e si ricollegano sempre alla connotazione del ventre come continuità della vita, nonché rappresentativo della Terra che a sua volta è simbolo del Ventre dell’Umanità.Attraverso la danza del ventre, la creatività ritrova un suo spazio e si concilia con la passione. E’ un’autentica espressione artistica che le donne conoscono e praticano in tutto il mondo e da sempre. Gli aspetti benefici, il suo simbolismo ancestrale, l’autentica espressività artistica, tutto questo è il motivo per cui la danza del ventre è stata anche definita danza della vita.E' così che sui suggestivi ritmi dell'Egitto, della Turchia o del Libano, il corpo può diventare mezzo per disegnare e imitare le forme più svariate (cerchi, otto, onde, cammelli, gabbiani…) su cui si concentra, quasi in modo ipnotico, l'attenzione di chi le esegue, con il risultato che pensieri e preoccupazioni vengono abbandonate, almeno per un po'…



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